Comprato un volo di fuga per il Sudafrica.
Cucinato pizza senza glutine.
Digerito ex fidanzato.
L'aspetto giallognolo potrebbe far pensare a un geco in via d'estinzione. Certo le notti insonni e l'influenza non giocano a mio favore. Ora madre verrà in soccorso, con cibo e parole buone (? Discrete, via!).
Questo nuovo autunno ha portato tuberi cattivi da dissotterrare. Dolori da vivere per andare avanti.
E' la mia storia, una salute debole e un animo incazzato con la sua sorte.
Attendo impietoso il giudizio di mia madre: cerco colorito roseo per una mezz'ora vieppiù.
Trovavo triste Mike Bongiorno. Il suo attaccamento al soldo, l'incapacità di riconoscere quando è il momento di uscire di scena, che per un uomo che vive sotto i riflettori fa la differenza, bontà sua, tra il mito e la carampana. Ricordo con insofferenza l'assoluta perdita di dignità che è stata la sua ultima intervista, quella da Fazio.
Ed ora, chiuso il sipario, nemmeno il tempo di poggiare le membra in terra, nemmeno il tempo di sedimentare il fastidio, e con clemenza rimpiangerne i fasti, che compare il figlio, Nonsisanemmenoilnome. Il figlio in coppia con Fiorello.
La faccia come il culo, a un prezzo di vero favore.
*Wondelust King é una canzone dei Gogol Bordello, gruppo scatenato che vorrei tanto vedere live.
Ogni volta che mi ammalo è un po' una discesa agli inferi. (Come non avessi imparato com'è!).
Riconosco i sintomi e mi incazzo, piango, maledico la mia sorte, la salute, le staminali, le difese immunitarie che non ho e alla fine, ma solo nel bel mezzo del tunnel mi rassegno. Allora inizia la guarigione. A casa mi sono dotata di un kit di sopravvivenza: libri, matite colorate, comfort food, vecchi film, ma funziona solo da metà percorso. I primi giorni sono l'inferno.
Nella foto, mia, le interessanti cassettine di pronto soccorso di Bertozzi & Casoni in mostra ora alla Biennale d'Arte di Venezia.